Anti-Inflammatory Basics·12 min di lettura

Indice infiammatorio alimentare: lista degli alimenti

L'indice infiammatorio alimentare valuta 45 nutrienti, spezie e flavonoidi, non alimenti. Ogni direzione, gli alimenti che la portano e cosa manca.

Indice infiammatorio alimentare: lista degli alimenti

L'indice infiammatorio alimentare (DII) non contiene una lista di alimenti. Assegna un punteggio a 45 parametri alimentari — soprattutto nutrienti, più poche erbe, spezie, tè e gruppi di flavonoidi — e dà a ciascuno una direzione, antinfiammatoria o proinfiammatoria, ricavata da associazioni pubblicate fra quel parametro e i marcatori dell'infiammazione misurati nel sangue. Gli alimenti di tutti i giorni nelle tabelle qui sotto sono quelli che portano quei parametri, ed è il motivo per cui mancano tanti alimenti che ti aspetteresti di trovare.

Come l'indice decide la direzione di un parametro

L'indice è nato da una revisione della ricerca pubblicata che collega componenti della dieta a sei marcatori dell'infiammazione: proteina C reattiva, interleuchine 1 beta, 4, 6 e 10, e fattore di necrosi tumorale alfa. Due di queste, le interleuchine 4 e 10, sono a loro volta antinfiammatorie, quindi farle salire conta dal lato antinfiammatorio.

Da quella revisione ogni parametro è uscito con un valore: negativo se antinfiammatorio, positivo se proinfiammatorio. Per assegnare un punteggio a una persona, l'assunzione di ciascun parametro viene confrontata con una distribuzione di riferimento costruita su dati alimentari di più paesi, trasformata in percentile, moltiplicata per il valore del parametro e sommata. Il risultato è un solo numero per quella alimentazione: sotto lo zero il lato antinfiammatorio, sopra lo zero quello proinfiammatorio.

Ne derivano due cose. L'input è un'alimentazione intera, cioè il consumo abituale raccolto con un questionario o con qualche giorno di diario, non un piatto. E un alimento intero compare solo dove gli autori hanno creato un parametro apposta, cosa avvenuta per una manciata di spezie, erbe e tè e per nient'altro. Che cos'è l'indice infiammatorio alimentare spiega il metodo più che il risultato.

Parametri con direzione antinfiammatoria

ParametroDirezioneAlimenti quotidiani che lo portanoEffetto sul punteggio della dietaLimite di misurazione
FibraAntinfiammatoriaCeci, lenticchie, fagioli, avena, orzo, verdureAbbassa il totale, con uno dei pesi maggioriLe tabelle di composizione non concordano tra loro
Acidi grassi omega-3AntinfiammatoriaAlici, sgombro, sardine, noci, semi di linoAbbassano il totaleDipende dall'aver registrato specie e porzione del pesce
Omega-6 e polinsaturi totaliAntinfiammatoriaOli di girasole, mais e soia, frutta secca, semiAbbassano il totale, al contrario di molte liste popolariL'indice segue la sua letteratura sui biomarcatori, non quelle liste
Grassi monoinsaturiAntinfiammatoriaOlio extravergine di oliva, mandorle, avocadoAbbassano il totale, con un peso piccoloDifficili da separare dai grassi totali, che contano al contrario
Magnesio, zinco, selenioAntinfiammatoriaSemi di zucca, spinaci, fagioli, noci brasilianeAbbassano il totaleIl selenio varia molto con il suolo di coltivazione
Vitamine A, C ed E, betacaroteneAntinfiammatoriaCarote, zucca, peperoni, agrumi, verdure a foglia, mandorleAbbassano il totaleSi degradano con luce, conservazione e cottura
Vitamina DAntinfiammatoriaPesce grasso, tuorlo d'uovo, prodotti addizionatiAbbassa il totaleLa dieta spiega solo una parte, il sole non entra nel diario
Tiamina, riboflavina, niacina, B6, folatiAntinfiammatoriaCereali integrali, legumi, verdure a foglia, carneAbbassano moderatamente il totaleLe farine arricchite cambiano il conto a seconda del paese
Flavanoli, flavoni, flavonoli, flavanoni, antocianidine, isoflavoniAntinfiammatoriaTè, cacao, cipolla, mela, agrumi, frutti di bosco, soiaAbbassano il totaleRichiedono una banca dati sui flavonoidi che pochi studi hanno
Tè verde e tè neroAntinfiammatoriaTè in infusione, di entrambi i tipiAbbassa il totaleLa forza dell'infusione non viene quasi mai registrata
Aglio, cipolla, zenzero, curcuma, zafferano, pepe nero, timo e origano, rosmarino, eugenoloAntinfiammatoriaLe spezie e le erbe stesse, l'eugenolo dai chiodi di garofanoAbbassano il totale, la curcuma con uno dei pesi più fortiNessun questionario comune chiede quanti grammi di zafferano hai mangiato
CaffeinaAntinfiammatoriaCaffè, tèAbbassa lievemente il totaleViene valutata la caffeina, non il caffè
AlcolAntinfiammatoriaBirra, vino, distillatiCade dal lato antinfiammatorio, cosa che sorprende quasi tuttiDeriva da risultati con consumi moderati. Mostra che l'indice modella una letteratura ristretta e non la salute nel suo insieme, e non è un argomento per bere

Parametri con direzione proinfiammatoria

ParametroDirezioneAlimenti quotidiani che lo portanoEffetto sul punteggio della dietaLimite di misurazione
Energia totaleProinfiammatoriaQualsiasi porzione abbondanteAlza il totaleEsiste una versione corretta per l'energia, calcolata ogni 1.000 calorie
Grassi saturiProinfiammatoriaBurro, carni grasse, formaggi, panna, olio di coccoAlzano il totale, peso positivo più alto fra i grassiI grassi sono tra i dati peggio riportati nei diari
Grassi transProinfiammatoriaOli parzialmente idrogenati, ormai poco diffusiAlzano il totaleNei dati recenti non trovano quasi nulla
Grassi totaliProinfiammatoriaQualsiasi pasto molto grassoAlzano il totaleConvivono male con i singoli grassi valutati al contrario
ColesteroloProinfiammatoriaUova, frutti di mare, frattaglieAlza il totaleColesterolo alimentare e nel sangue sono due misure diverse
CarboidratiProinfiammatoriaPane, pasta, riso, patate, zucchero, bibiteAlzano il totaleZucchero da tavola e chicco integrale contano allo stesso modo
ProteineProinfiammatoriaCarne, latticini, uova, legumiAlzano il totale, debolmenteLe proteine vegetali contano come quelle animali
FerroProinfiammatoriaCarne rossa, cereali fortificati, legumiAlza il totale, debolmenteFerro eme e non eme non vengono distinti
Vitamina B12ProinfiammatoriaCarne, pesce, latticini, prodotti fortificatiAlza il totaleÈ l'unica vitamina del gruppo B da questo lato

Alimenti che cercheresti e non ci sono

AlimentoPerché mancaParametro più vicino che lo copre
Carne rossaNon esiste un parametro carne, l'indice valuta nutrientiGrassi saturi, colesterolo, ferro, B12
SalumiIdem, salatura e conservanti non sono modellatiGrassi saturi, energia totale
Zuccheri aggiuntiNon esiste un parametro per gli zuccheri aggiuntiCarboidrati, energia totale
Sale e sodioNon compare tra i 45 parametri in nessuna formaNulla lo copre
UltraprocessatiÈ una classificazione di lavorazione, non un nutrienteI nutrienti che il singolo prodotto porta
Glutine e granoNessun parametro per l'uno né per l'altroCarboidrati, fibra
LatticiniNessun parametro per latte, formaggio o yogurtGrassi saturi, proteine, B12
Oli di semiNessun parametro per un olio specificoPolinsaturi e omega-6, entrambi antinfiammatori
Verdure in generaleSolo cipolla e aglio hanno un parametro proprioFibra, vitamina C, folati, carotenoidi, flavonoli

Su un piatto italiano questo si vede subito. La pasta non è "infiammatoria" secondo l'indice: semplicemente non esiste, e rientra solo come carboidrati ed energia, mentre la versione integrale e i legumi che spesso l'accompagnano rientrano come fibra, in direzione opposta. Lo stesso vale per il pane e per l'olio extravergine, che entra come grasso monoinsaturo e come polifenoli. Se invece cerchi gli alimenti veri e propri ordinati per categoria, c'è l'elenco completo degli alimenti infiammatori.

Cosa dice l'etichetta e cosa no

Da un'etichetta non si ricava un punteggio DII, e vale la pena capire perché con precisione. In Italia, come nel resto dell'UE, la dichiarazione nutrizionale obbligatoria è di sette voci per 100 g: energia, grassi, di cui acidi grassi saturi, carboidrati, di cui zuccheri, proteine e sale. Cinque di quelle sette sono parametri dell'indice — energia, grassi totali, grassi saturi, carboidrati e proteine — e tutte e cinque contano dal lato proinfiammatorio.

Il lato antinfiammatorio, invece, sulla confezione quasi non compare. Le fibre, che nell'indice hanno uno dei pesi negativi maggiori, sono una voce facoltativa nell'UE; magnesio, zinco, selenio, gran parte delle vitamine, le sottoclassi di flavonoidi, il tè e le spezie non vengono dichiarati affatto. Due voci ingannano poi al contrario: il sale è dichiarato come equivalente in sale mentre il sodio non è un parametro, e gli «zuccheri» sono quelli totali, perché nell'UE non esiste una dichiarazione separata degli zuccheri aggiunti e nemmeno l'indice ne ha un parametro.

Anche le etichette fronte-pacco volontarie rispondono a un'altra domanda. Il Nutri-Score e la batteria NutrInform promossa in Italia valutano un singolo prodotto e tengono conto di sale e zuccheri; l'indice valuta un'alimentazione intera nel tempo e per entrambi non ha parametri. Che ordinino le cose in modo diverso non è una contraddizione.

Un punteggio della dieta non è un verdetto su un alimento

L'indice pubblicato valuta parametri, non alimenti. Qualsiasi tabella che dia un valore DII ai mirtilli o alla pizza è un calcolo di terzi fatto sui dati nutrizionali e non fa parte dello strumento: conviene leggere quei numeri come illustrativi. Non può nemmeno valutare un pasto singolo, perché il punteggio descrive il consumo abituale in un periodo, ed è così che è stata costruita la distribuzione di riferimento.

Soprattutto, è uno strumento epidemiologico: serve a ordinare gruppi di persone secondo il potenziale infiammatorio stimato della loro alimentazione e a cercare associazioni a livello di popolazione. Non esiste una soglia validata che dica se una persona è infiammata, e un punteggio non è un esito diagnostico. Sistemi costruiti per questo scopo, poi, si contraddicono tra loro: perché i punteggi infiammatori degli alimenti non concordano ne mette diversi a confronto.

Perché la quantità conta e cosa muove davvero il punteggio

L'energia totale è essa stessa un parametro, dal lato proinfiammatorio. Se mangi di più di tutto assumi anche più parametri antinfiammatori, ma allo stesso tempo spingi il totale verso l'alto attraverso l'energia. Per questo esiste una versione corretta per l'energia: l'assunzione viene calcolata ogni 1.000 calorie e confrontata con un riferimento corretto allo stesso modo, così la domanda diventa di che cosa è fatta un'alimentazione e non quanta ce n'è. Nelle pubblicazioni entrambe si chiamano punteggio DII pur non essendo la stessa misura.

Quanto un singolo parametro sposti il punteggio dipende poi da due cose. Dal peso uscito dalla revisione: fibra, grassi saturi e curcuma pesano parecchio più di proteine o ferro. E dal passo percentile, che limita quanto ciascun parametro può contribuire in alto e in basso. In pratica, passare da quasi niente a una quantità ordinaria sposta il totale in modo percepibile; passare da tanto a tantissimo quasi no. L'indice premia più il colmare una lacuna che l'insistere dove sei già coperto.

Dove l'indice è meno preciso

Quasi nessuno studio usa tutti e 45 i parametri, perché i questionari abituali non catturano zafferano, eugenolo o le singole sottoclassi di flavonoidi, e punteggi calcolati su un numero diverso di parametri non sono strettamente confrontabili. Anche il confronto è relativo: l'assunzione viene valutata rispetto a un riferimento di più paesi, quindi la stessa colazione finisce in percentili diversi a seconda del riferimento. E la direzione di ogni parametro riflette la ricerca esistente quando la revisione è stata fatta. La tabella degli alimenti infiammatori e antinfiammatori mostra dove la classificazione quotidiana e quella della ricerca si separano.

Che cosa ha trovato la ricerca e che cosa resta aperto

L'indice è stato usato soprattutto in studi osservazionali. Le coorti di paesi diversi puntano in prevalenza nella stessa direzione: chi si colloca dal lato proinfiammatorio mostra, in media, tassi un po' più alti di diverse malattie croniche. Le associazioni sono di solito moderate e vengono da dati in cui l'alimentazione non viaggia da sola: fumo, attività fisica, reddito e istruzione si legano a essa e anche agli esiti contati. La correzione statistica riduce il problema, ma non lo elimina.

Due limiti pesano più dei risultati stessi per una lettura prudente. Molte coorti misurano l'alimentazione una volta sola, all'inizio, a volte anni prima di ciò che poi contano: che la persona abbia continuato a mangiare più o meno così è un'assunzione e non una misura. E gli studi che confrontano il punteggio direttamente con marcatori dell'infiammazione misurati nelle stesse persone sono risultati meno coerenti della letteratura sugli esiti, il che conta perché proprio quel legame è il presupposto su cui lo strumento si regge. Nell'insieme: serve a ordinare gruppi, non a dire qualcosa su una singola persona.

Leggere la lista come direzione, non come classifica

Letta in modo pratico, la lista dei parametri indica dove indica già gran parte dei consigli alimentari: più fibra, più vegetali, più erbe e spezie, più dei grassi di pesce e frutta secca, meno grassi saturi, porzioni più contenute. Del tuo corpo non dice quasi nulla, e colmare quella distanza richiede osservazione nel tempo: che cosa hai mangiato, come ti sei sentito dopo, annotato con abbastanza costanza perché la ripetizione si distingua dal rumore. È l'unica cosa che fa NutriAI: fotografi un pasto, l'app stima alimenti e porzioni e assegna un voto al potenziale infiammatorio stimato con un criterio costante, poi registri i sintomi. La stima ha margini di errore reali ed è più debole su oli, salse e zucchero nei piatti composti. Il voto non è una misura clinica, e qualsiasi schema emerga è una correlazione dentro il tuo diario, non una diagnosi.

Quando smette di essere una questione di punteggi

Punteggi e diari alimentari vanno bene per disturbi comuni e non allarmanti. Alcuni segnali riguardano il medico: perdita di peso non voluta, sangue nelle feci, febbre persistente, articolazione gonfia con rossore e calore, dolore forte o che sveglia di notte, o sintomi che peggiorano in modo costante. Se hai una malattia infiammatoria diagnosticata o assumi farmaci per una, parla dei cambiamenti alimentari con il tuo medico o con un dietista.

Su cosa si basa

  • Metodologia pubblicata sulla costruzione dell'indice infiammatorio alimentare, inclusa la revisione della letteratura sui componenti della dieta rispetto ai marcatori dell'infiammazione e la procedura di punteggio
  • Ricerca sottoposta a revisione paritaria sulle associazioni tra componenti della dieta e marcatori circolanti come la proteina C reattiva e l'interleuchina-6
  • Studi epidemiologici che applicano l'indice a dati di coorte, con il numero di parametri che i loro strumenti di rilevazione hanno potuto fornire
  • Tabelle di composizione degli alimenti per il contenuto in nutrienti degli alimenti citati
  • Indicazioni cliniche generali sui sintomi che richiedono una valutazione medica invece dell'automonitoraggio

Domande frequenti

Esiste una lista ufficiale di alimenti dell'indice infiammatorio?
No. Quello che esiste ufficialmente è una lista di 45 parametri alimentari: nutrienti, poche erbe e spezie, il tè e alcune sottoclassi di flavonoidi. Gli alimenti entrano solo attraverso i parametri che portano, quindi ogni lista di alimenti è una traduzione di quella lista in spesa quotidiana, non una parte dello strumento pubblicato.
La pasta è un alimento proinfiammatorio secondo l'indice?
L'indice non contiene un parametro per la pasta, quindi non la giudica. Entra solo come carboidrati ed energia, mentre la fibra della versione integrale e dei legumi che spesso l'accompagnano entra in direzione opposta. Lo stesso vale per il pane e per l'olio extravergine di oliva.
Qual è il valore DII di un alimento specifico?
L'indice pubblicato non assegna valori ai singoli alimenti. I numeri per alimento che circolano online sono calcoli di terzi ricavati dai dati nutrizionali, e persone diverse arrivano a risultati diversi. Conviene trattarli come illustrativi.
Il sale rientra nell'indice infiammatorio alimentare?
No. Il sodio non è uno dei parametri, in nessuna forma. Un'alimentazione molto salata può ottenere un buon punteggio, ed è uno dei motivi più chiari per non leggere il punteggio come un giudizio generale sulla qualità della dieta.
Posso calcolare il mio punteggio da solo?
Farlo correttamente richiede dati completi sull'assunzione di nutrienti e la distribuzione di riferimento con cui l'indice confronta, per questo di solito viene calcolato dentro uno studio. Esistono strumenti approssimativi, ma non sono lo strumento validato e nessuno di essi è diagnostico.

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